giovedì 14 luglio 2011

La sta riascoltando adesso.

E' la sua canzone. No, non pensate le medesime cose scontate... Non è la solita canzone di quel cantante preferito che decidiamo di fare nostra solo perché ci accompagna in un certo periodo della vita... né una canzone scritta e composta da lei. Quella canzone è sua perché la suona un cuore che batte per lei. Solo per lei. Perché è lei che ha suscitato tutte quelle note. Dolci, soavi, angeliche e passionalmente serafiche note che si rincorrono affettuose l'una dopo l'altra. Come un gioco. La ascolta adesso. Adesso come la prima volta che le è stata suonata. Come quella volta che il suo cuore di pietra, abituato a non ricevere mai nulla di bello, l'ascoltata per la prima volta. Quella volta che le è stato detto “Ho scritto una canzone per te, senti. E' per te”. Non ci poteva credere. Lei che non ci credeva più. Che non si fidava più. Che anche se non voleva dirlo, aveva paura di non amare più. Sì. Quella volta si è commossa. Era così bella. Non poteva fare a meno di vedere quelle sue dita sul pianoforte. Quello sguardo serio, scuro e concentrato... E quella bocca, che era la più bella del mondo, sorrideva innamorata. Lo fissava tra tutti i pensieri che la circondavano e le dicevano “vedi, oh padrona della nostra nascita, non hai il cuore di pietra!”. Quasi si meravigliava. Quelle note sapevano proprio di lei. Parlavano il suo nome. Quasi la dolcezza, avrebbe avuto quel momento come significato, nel vocabolario. Era lui in tutti quei gesti, era lei in tutti quei pensieri, ed era la melodia con tutto quell'amore a creare la dolcezza nel mondo. Sembrava che tutto fosse fermato lì con la pace dei sensi. Con una nuvoletta rosa che le pioveva addosso petali rosa per circondarla di...non saprei nemmeno come descriverla, solo lei la stava provando. Ma si vedeva: stava provando qualcosa di caldo. Il suo sorriso e quegli occhi lucidi traspiravano solo una minima parte di come si sentiva. Sì. Era felice... In pace forse... Trapassata da una luce calda. Chiudete gli occhi, lasciatevi andare al bene nel mondo, sentitevi felici e solo allora credo potrete avvicinarvi a immaginare quella sua sensazione serafica. Lui, con quell'amore veloce sui tasti del pianoforte la stava tirando a sé. Stava unendo per sempre il suo cuore col suo. Tentò lei di trattenere. Ma quella melodia, che già all'inizio era tanto dolce, una volta partita, nel vivo del suo animo era tanto amorevole quanto avvolgente. Una perfetta stabilità tra i due elementi. La coinvolgeva, la incantava, la ammaliava. Il suo sguardo fisso su di lui era come magnetizzato. Era perfettamente estasiata. Sì. Perfettamente. Era estasiata nel modo più giusto con cui poteva essere affascinata. Sedotta, coinvolta, fino all'ultimo filamento del suo corpo. Quelle note che si rincorrevano avevano depredato il suo cuore. Lui, scegliendole e accostandole insieme come un gioco, aveva depredato il suo cuore. Era bellissima allora... Ed è bellissima adesso che la sta riascoltando. Felice.
Licenza Creative Commons

domenica 26 giugno 2011

Conoscevo una ragazza che una volta era triste...

Non è facile raccontarvi la sua storia, ma ci proverò. Conoscevo una ragazza che una volta fa, amava, sperava, sognava. E in tutto questo, soffriva. Soffriva di quel male che alcuni chiamano "mancanza di certezze", altri "paura di perdere". A me, personalmente, piace definirla "dura agonia".
Sapete che accadeva? Accadeva che non parlava. Non parlava mai dei problemi che c'erano tra loro. Che a quel suo "Lui", opinabile poi quanto fosse davvero suo, non diceva mai le cose in faccia per paura di perderlo. Per paura di una sua reazione, istintiva e azzardata.
Sì, proprio così...teneva tutto dentro e soffriva lei stessa per non dare da soffrire a lui. Piuttosto ingiusto non credete? Qualsiasi persona sarebbe scoppiata al suo posto. Ma lei era diversa. Quel suo non avere certezze la faceva tacere perchè pensava bastasse un niente per rovinare tutto. Quel tutto che, detto tra noi, era già tutto rovinato. Ma che dico rovinato? Rovinato è qualcosa che un tempo splendeva... Ma tra loro, non posso davvero dire che qualcosa fosse mai andato Splendidamente.
Ebbene, passarono gli anni, ci perdemmo di vista. Molte volte mi chiesi come fosse andata a finire, però non la cercai per paura di essere indelicata nel caso fosse ancora ancorata in quella storia. La pensai davvero molto. E così, quasi il destino volesse rendermi omaggio e farmi capire che ascoltava anche i miei pensieri, un giorno la incontrai. Temetti ad avvicinarla. Ma non ce ne fu bisogno. Appena mi vide, con un grande sorriso si avvicinò a me...E allora, tutto fu chiaro. Nel discorso io non accennai nemmeno quel suo vecchio suo "Lui". I suoi occhi, il suo sorriso e persino il suo modo di muoversi, avevano ritrovato una luce che non le avevo, davvero, visto mai. Era felice.

Licenza Creative Commons

domenica 19 giugno 2011

Arriva quando smetti di cercarla

E non è mai un caso. La Moira decide di porgerti accanto una persona capace di regalarti un sorriso nel momento in cui smetti di crederci. Nel momento in cui ci rinunci e pensi che mai niente va come desideri. Ma è proprio lì che succede. Quel giorno ti alzi, non ci pensi, ed ecco che un ciao di una voce nuova e sconosciuta ti cambia la giornata. Ti cambia “le” giornate. Ed è bello... Bellissimo.. Inestimabile... Ti senti raggiante, solare, spensierato.. Ti stupisci. Sì, ti stupisci. Perchè non ci credevi più, perchè avevi già smesso da tempo di sperarci. Quel “ciao” invece prende per te una forma di bello; diventa per te rugiada pura.. Fresca, libera e pulita. Una ventata d'aria fresca e profumata in mezzo ad una distesa sconfinata di verde. Ti fa aprire le braccia e chiudere gli occhi per sentirla tutta sulla pelle. Una pelle che fin'ora era stata impermeabile a molti altri “ciao”. Stai lì. Quasi hai paura che sia solo un sogno. Paura perchè troppo dannatamente bello. Paura perchè si ha sempre paura quando ci capita qualcosa di così meraviglioso. Paura di perderlo. Allora stai attento ad essere così felice.. Fai silenzio, sennò ti vedranno.. E quello è il vostro segreto.. Il tuo.. E il suo.... Tratta bene ciò che la Moira ti ha regalato, prenditene cura.. Non fargliene pentire, ti ha dato un'altra occasione.

Licenza Creative Commons

Cerca in Profumi

Caricamento in corso...